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TREND – LET’S ROCK!

Trends / October 18, 2013

Buon venerdì carissimi aMURRini,

questi siamo noi più’ ROCK che mai con le testoline rasate!

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Oggi parliamo del rock. Di come ha segnato la storia della moda e di quanto sia uno dei trend protagonisti di questo autunno inverno.

 Un po’ di storia. Partiamo dagli anni ’50. Con il colpo d’anca di Elvis Presley. Pantaloni asciutti e giacche abbondanti fanno di lui un’icona di stile. Rock’n Roll. Circa 10 anni dopo, quattro rocker, i Beatles, lasciano i jeans e il giubbotto di pelle per diventare baronetti. Pantaloni stretti che fanno intravedere lo stivaletto o il calzino dalla stringata, giacca a tre bottoni, cravatta sottile su camicia col colletto piccolo. E, naturalmente, capelli a caschetto! Alla fine del 1960, Jimi Hendrix e i Rolling Stones dettano moda con i jeans a zampa, le camicie strette e le sfumature psichedeliche. Negli anni ’70 arriva il glam–rock. Gioca con il trasformismo. Pensiamo a David Bowie. Occhi e bocca truccati, capi rubati al guardaroba femminile, glitter e paillettes. Più cupa l’interpretazione di Lou Reed. Pelle, catene e occhi cerchiati di nero. Si apre la strada al punk. E qui troviamo Vivienne Westwood il cui marito, Malcolm McLaren, fu manager dei Sex Pistols. Che fecero conoscere al mondo i pantaloni di pelle attillati, le t-shirt strappate e il fetish di borchie e catene. In quella Londra, un giovane diciassettenne dà una interpretazione ancora nuova. Ci sono le borchie e le catene ma si portano con cappellini a cilindro, colorate stampe dal sapore etnico e un make-up deciso. È Boy George. Arriviamo agli anni ’90. Da Seattle si diffonde il grunge di Kurt Cobain. Uno stile volutamente trasandato di camicie a quadri in flanella e jeans strappati.

Nel nuovo millennio, il rapporto tra rock e moda diventa più ragionato. Viaggia su contratti multimilionari tra rocker e stilisti. Ha forme diverse ma resta ribelle, trasformista e astutamente ambiguo.

Il Rock dell’A/I 2013-2014. È irriverente e malizioso il rock di Moschino Cheap and Chic. Naturalmente contaminato dallo spirito giocoso che contraddistingue il brand.

Sceglie il rock anni ’50 nei tagli sartoriali di giacche e pants. E li propone in varianti molto differenti ma che mai stridono perché accomunate da una sapiente valorizzazione della femminilità e dal tocco civettuolo dei carrarmati  ton sur ton.

Ci sono i broccati cupi e i tessuti dall’ingannevole candy touch, con profili a contrasto black! Come i sottogiacca velati e le t-shirt con il collo rivestito di borchiette.

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Aleggia l’anima savauge dell’animalier nel total look e l’ingenuità, solo apparente, nel micro abito fucsia con balzina che strizza l’occhio alla giacca di lui.

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Il richiamo al rock è sussurrato nell’abitino nero illuminato da bagliori color argento che tracciano le linee della giacca o  dichiarato quando, rivestito di dettagli borchiati, si indossa con gli occhiali neri e la borsa a forma di chitarra.

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Il rock si accende fino a diventare punk nelle calde pellicce.

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E, anche se il mood si esprime con creste e rossetto nero o con le spille maxi, il candore del bianco latte e il fluo che attraversa il nero ci ricordano che il vero equilibro è qui. Rivoluzionarie e sfrontate si ma senza mai rinunciare alla femminilità.

È peccaminoso il rock di Yves Saint Laurent. Mini-dress da educanda ricoperti di fiorellini e quadretti con il colletto bianco si indossano con calze a rete cosparse di cristalli e boots, con fibbie o carichi di incrostazioni.

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L’anima si fa grunge quando la flanella, volutamente sciupata, rievocando l’adolescenza, si sovrappone alla leggerezza dei tessuti. Perfino del tulle.

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Sono grunge i cardigan oversize e le sciarpe, rigorosamente maxi in mohair, distrattamente buttate addosso.

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E che dire della culotte nera rivestita di borchie da indossare con una timida camicia con fiocco e la pelliccia di volpe rosa confetto? Pronta a confondere anche la pelliccia effetto patchwork dai toni plumbei abbinata alle rouches dell’abito a fiorellini.

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Ma il grunge non è solo questo. Può diventare maledetto. Fetish. Accennato sotto al cappotto maschile o duro e sfrontato nella gonna fatta di cinture con le fibbie metalliche.

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Very aggressive e sinuoso il vinile di Donatella Versace squarciato da tagli e spacchi decisi.

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Il suo stile non è rock: è “Vunk” come lo ama definire lei. Non rimpiange il passato. Si muove nella contemporaneità. Le linee sono definite, le sovrapposizioni inaspettate come nel caso del vinile col tartan.

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La palette cromatica è decisa. Domina il black con contaminazioni di bianco.

Di giallo, come nella pelliccia animal print o nel lussuoso e voluttuoso collo.

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E di rosso. Che gioca anche da solista come nel chiodo e negli skinny pants attraversati da cerniere.

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Infine, il bianco, forte quanto il black, con quei collari carichi di inserti “cattivi” che segnano il collo.

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Per una donna, sensuale, con una innata capacità di osare.

È futurista il rock di Fendi che, per la collezione A/I, vanta la collaborazione di Karl Lagerfeld. Ad iniziare dalle creste punk delle modelle.

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Per continuare con la pelliccia, in versione naturale o in tinte accese, che impreziosisce capospalla, top e gonne, borse e occhiali, e orla i boot. E la pelle nera scelta per il total look.

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Oppure sulle gonne con lo spacco profondo che svela le parigine.

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Chissà cosa state pensando care aMURRine… come vivete il vostro essere rock.

Vi proponiamo, dopo tanto osare, Chanel. Il rock si legge nei tagli sartoriali, nelle sovrapposizioni insolite. Si vede, invece, negli stivali soprattutto in quelli alti fin sopra il ginocchio effetto second skin.

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E nei stupendi, magnifici, guantini.

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Il rock è anzitutto un modo di essere, ricordatelo. Se vorrete sperimentare, sapete come la pensiamo. Fatelo e basta! L’importante è che sentiate dentro di voi la libertà di osare e che non abbiate paura di esprimerla. Qui avete visto una selezione di proposte sospese tra passato e futuro, sensualità e ingenuità, sfrontatezza e leggerezza. Qual è la più vicina al vostro mood? Raccontatecelo!

Bacini.

I MURR


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