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The Great Gatsby: fashion & impressions…

Fashion / Lifestyle / Menswear / May 27, 2013

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La pellicola di Baz Luhrmann, che, come sapete, ha aperto la 66o edizione del Festival di Cannes, suscitando grande tam tam mediatico, già prima dell’anteprima newyorkese, ha ricevuto un’accoglienza fredda nel parterre dei critici. Questo però non toglie che non sia un’opera che il grande pubblico potrà amare o da cui potrà essere colpito, turbato, o emozionato.

Una vita basata sull’inseguimento di un sogno e la costruzione di un’illusione…e proprio in un sogno, talvolta un incubo, sembra volerci proiettare nuovamente Baz Luhrmann con la sua personale versione (e visione!) del romanzo pubblicato nel 1925 da F.S. Fitzgerald, “Il grande Gatsby”.

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L’impostazione e la cifra pop del regista sono quelle che già conosciamo e che lo hanno reso famoso, da molti amato e da altri meno… Ancora un volta ritroviamo il candido, sensibile e puro outsider che viene proiettato e condotto, come in un sogno – proprio come un Pinocchio nel paese dei balocchi – nel grande circo degli eccessi, dove tutta l’anima visionaria di Luhrmann si scatena.

Se in Romeo e Giulietta sono le scene della festa in casa Capuleti, animate e rese trasgressive da Mercuzio, se in Moulin Rouge è tutto ciò che si svolge all’interno dello storico locale (dagli spettacoli ai personaggi che lo popolano), visto con gli occhi disincantati del giovane aspirante scrittore inglese Christian, ne “Il grande Gatsby” è il mondo (fittizio ed effimero) che l’outsider Nick (Tobey McGuire) scopre proprio accanto alla sua casetta in legno di Long Island. Lo spettacolo che gli si presenta davanti è un mondo a parte, fatto di feste, sballo e invitati senza invito che affollano, precipitatisi lì direttamente da New York, la maestosa dimora aperta di Gatsby.

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I was within and without. Simultaneously enchanted and repelled by the inexhaustible variety of life.”

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Questa moltitudine di personaggi ebbri e smaniosi di vita, eccessi, musiche, danze e sfrenatezze per cui, in risposta al proibizionismo, tutto è permesso, ritratto di una civiltà annebbiata dal miraggio di un “futuro orgiastico” e di un’epoca, i ruggenti anni ’20, ancora inconsapevoli della grande ombra che pochi anni dopo avrebbe oscurato, con la grande crisi del ’29, quelle vite scintillanti, è parte integrante del progetto, dalle origini inizialmente oscure, che il ricchissimo Gatsby (interpretato da Leonardo Di Caprio) ha costruito per realizzare il sogno della sua vita…l’amore della vulnerabile – e dalla volontà assai fragile – Daisy Buchanan (l’attrice britannica Carey Mulligan). Un raggio verde, quello del faro della casa di lei, che abita sulla riva opposta, è stato tutto quello che per anni ha legato Gatsby a Daisy: quella luce rappresentava tutto ciò in cui lui credeva, essendo una simbolica proiezione di lei. Ma nel momento il cui il sogno pare finalmente così vicino e raggiungibile, pronto solo a farsi realtà…questo si trova già alle sue spalle.

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…ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia…e una bella mattina…

Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato”

(cit. Francis Scott Fitzgerald “Il grande Gatsby”, trad. Fernanda Pivano, Oscar Mondadori )

 

Quella della trasposizione cinematografica di un romanzo celebre, si sa, non è mai un‘impresa semplice per un regista e non è questa la sede per esprimere il nostro giudizio positivo o negativo sul film (anche se saremmo felici di accogliere tra i commenti a questo post i vostri pareri, se lo avete già visto). Abbiamo preso invece spunto dalla pellicola per andare a rileggere il romanzo e riflettere su alcuni aspetti umani che ci hanno colpito della vicenda, oltre a voler dare un taglio più mirato, legato all’ambito che meglio conosciamo e in cui lavoriamo: la moda.

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E, come abbiamo detto, se sulle “ombre di un sogno” (cit. Paolo Conte) Luhrman ha voluto basare la sua rilettura di Gatsby, creando suggestive ambientazioni oniriche grazie ad alcuni elementi scenografici di grande effetto, a molto ha contribuito anche il lavoro sui costumi, affidato a Catherine Martin, costumista già premio Oscar, secondo la quale i riferimenti, i dettagli, i tessuti, i materiali (lamé metallico iridescente, paillettes, taffetà di seta, pelliccia colorata e velluto) e i colori dovevano restare fedeli alla moda di quegli anni, ma con tocco di contemporaneità. Ecco che allora entra in gioco la preziosa collaborazione di Miuccia Prada, che ha selezionato i capi firmati Miu Miu e Prada di ispirazione anni Venti di diverse stagioni, e poi creato i preziosissimi outfit indossati da Carey Mulligan e dalle altre interpreti femminili della pellicola.

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Gli abiti da sera che ammirerete nel film, di cui il più iconico è quello chandelier, impreziosito da cristalli scintillanti, che Daisy indossa durante uno degli sfarzosi party in casa di Gatsby, sono stati raccolti insieme agli altri vestiti, cappelli, schizzi e foto di scena, filmati del backstage e trailer del film, e presentati nella mostra itinerante “Catherine Martin and Miuccia Prada Dress Gatsby”, che da New York proseguirà a Tokyo dal 14 al 30 giugno presso l’Epicentro Prada e poi a metà luglio a Shangai all’IFC Mall .

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Daisy, che in inglese, oltre al nome della protagonista femminile del film, significa “margherita”, è il filo conduttore, declinato in un paio di orecchini con diamanti gialli e una spilla a stelo lungo, che caratterizza parte della collezione di gioielli Tiffany ideata appositamente per il film: la “The Great Gatsby Collection”. Sono stati creati per l’occasione pezzi unici, come The Savoy, la tiara di perle e diamanti che illumina il caschetto biondo di Daisy. Pezzi Tiffany personalizzati anche per Gatsby, coi gemelli ovali in oro giallo smaltati in verde o nero…a ricordare simbolicamente, forse, il raggio verde nell’oscurità…

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foto 2 (82)12_the-great-gatsby-collection-by-tiffany-co-8I personaggi maschili, primo tra tutti il sofisticato Jay Gatsby, fedelmente alle descrizioni fornite all’interno del romanzo «completo di flanella bianca, camicia d’argento e cravatta dorata», sono vestiti Brooks Brothers.

Segnaliamo la scena suggestiva in cui Gatsby mostra a Daisy e a suo cugino Nick la collezione variopinta di camicie di ogni tipolgia, colore e fattura.

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Dalla collaborazione del brand con la produzione del film è nata poi per la clientela Brooks Brothers una limited edition, declinata in chiave contemporanea, che si compone di smoking, abiti su misura, spezzati, camicie, cravatte, scarpe e accessori.

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Un’ultima curiosità che forse non tutti sanno. La lavorazione del film ha richiesto tempi più lunghi del previsto, così la sua uscita, prevista già per l’autunno 2012, aveva già dalle sfilate sia Uomo che Donna A/I 2012-13 ispirato il mood delle collezioni invernali dei principali designer di tutto il mondo, tra cui Gucci, Corneliani, Alberta Ferretti….

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