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ICON WOMEN – Nancy Cunard

Blog / Fashion / News / September 17, 2013

Oggi vogliamo parlarvi di un vero e proprio mito per noi da sempre, in pochi la conoscono, eppure negli anni d’oro del Jazz e delle grandi avanguardie artistiche, tra le due Guerre, fu musa ispiratrice e amica intima di intellettuali, artisti, scrittori, poeti, pittori e fotografi, precorse mode e tendenze che sono ancora attualissime… A lei si è dichiaratamente ispirata la collezione “Hard Deco” di Gucci S/S 2012. La chiamavano la “venere tascabile”, ma viene ricordata anche come “una donna coraggiosa e forse insensata“, libera di amare e di farsi amare.

Nancy Cunard nacque in Inghilterra da una famiglia benestante, ma quasi subito rinnegò i valori della famiglia dedicando gran parte della sua vita alla lotta contro il razzismo e il fascismo.

Con già un matrimonio e un amante alle spalle, nel 1920 si trasferì a Parigi dove entrò in contatto coi movimenti ModernistaSurrealistaDada. Dopo aver fondato una case editrice ebbe modo di leggere gli scritti poetici di Ezra Pound e con grande capacità di visione, manifestò concretamente, da ereditiera illuminata, il suo sostegno allo sviluppo della poesia sperimentale e la crescita di un mercato disposto ad investire di più sui giovani scrittori.

Lo stile della Cunard rifletteva perfettamente quello dei “ruggenti anni Venti”: abitino più corto del solito con vita bassa all’altezza dei fianchi, turbanti e bandane, portava il classico caschetto corto a “bob” con i riccioli all’altezza delle guance, gli occhi e la bocca truccati con colori scuri, come andava di moda a quei tempi.

A quell’epoca, dove a Parigi convergevano artisti, collezionisti e intellettuali da tutto il mondo e nascevano tutti i principali stimoli, fermenti e tendenze culturali, la Cunard ebbe evidentemente modo di scoprire e amare tutti gli oggetti di arte “primitiva” importati dall’Africa dai mercanti d’arte e tanto cari ad artisti come Picasso e Gauguin. Si aggiunga anche nel 1928 (dopo una relazione di due anni con Louis Aragon) una relazione con Henry Crowder, un musicista jazz afro-americano che lavorava a Parigi.

Iniziò a collezionare e ad indossare su entrambe le braccia (dal polso al gomito) grandi braccialetti in avorio provenienti dall’Africa. Famosa è la foto di Man Ray che la ritrasse proprio così e rese quei bracciali un suo segno distintivo che rimase nell’immaginario collettivo.

O il ritratto triplo che le fece Cecil Beaton, sempre con indosso i bracciali.

Ed ecco che precorse lo stile etnico ancor prima che esistesse.

Divenne un’attivista politica interessandosi delle politiche razziali e di questioni riguardanti i diritti civili negli USA. Nel 1931 pubblicò l’opuscolo Black Man and White Ladyship, un duro attacco alle tendenze razziste esemplificate dalla stessa madre di Nancy, che citò scrivendo “È vero che mia figlia frequenta un Negro?”. Scrisse inoltre Negro: An Anthology, una raccolta di poesie racconti di finzione o reali scritti da alcuni autori afro-americani.

Lo abbiamo detto, tanti i grandi artisti che lei conquistò col suo carisma e il suo fascino, che la amarono o si ispirarono a lei:

Ezra Pound, Louis Aragon, Samuel Beckett, Wyndham Lewis, Constantin Brâncusi, Eliot, il pittore espressionista Oskar Kokoschka, il poetaPablo Neruda che celebrò i suoi “deliziosi occhi blu cielo”. Giocava a tennis con Ernest Hemingway, a casa le telfonava James Joyce.

Dopo l’impegno contro il razzismo, fu la volta dell’impegno politico a sostegno dell’anti-fascismo, durante la guerra civile spagnola. La vicenda la coinvolse personalmente a tal punto che, recatasi lì, scrisse memorabili reportages sull’esodo repubblicano e i campi di concentramento che accolsero i suoi membri nella Francia del Fronte popolare.

Con una salute cagionevole e ridotta a una magrezza scheletrica, gli anni della Seconda Guerra Mondiale e quelli successivi segnarono il suo lento declino e logoramento fisico e mentale fino alla morte, avvenuta a Parigi nel 1965.

In Nancy Cunard convivevano molteplici donne dal momento che fu insieme l’ereditiera, la scrittrice, l’attivista politica, la poetessa, la musa, l’ intellettuale e la femme fatale. Lasciò un sengo indelebile in chi la conobbe e la amò.
Diverse sul mercato sono le biografie che la raccontano.
Bacini

I MURR


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