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Educare al bello: come sensibilizzare i nostri cuccioli all’arte. –

Blog / Home Slider / KIDS / November 23, 2013

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Che cosa significa
educare? E, soprattutto, in un’epoca quale la nostra come è possibile essere educati al bello


Che consigli si possono dare?


Esiste un percorso per imparare a cogliere il bello? 

Gli interrogativi son tanti ma non esiste una risposta unica né, tantomeno, una ricetta universale.

L’obiettivo non è infatti quello di risolvere il quesito ma di far maturare in noi il desiderio di trovare la bellezza, di poterla incontrare, di riuscire a rappresentarla e comunicarla al meglio.

In questa settimana, dove il mood dominante è quello dell’arte e della bellezza, temi tanto cari a noi Italiani, vogliamo soffermarci su come trasmettere e far comprendere questo amore ai più piccoli, attraverso piccoli passi e senza forzature. L’educare al bello è un arricchimento per i nostri figli e diventa spesso un’occasione per scoprire nuove cose per i più grandi.

Come si fa? Come ribadisco spesso, non ci si deve mettere fretta né forzare la mano ma agire per piccoli passi, prendendo come spunto dei riferimenti reali.

Pensiamo a un puzzle: se chiediamo a un bambino o a un ragazzo di ricostruirlo, affinché possa utilizzare al meglio ogni singolo pezzo dobbiamo necessariamente offrirgli l’immagine da ricostruire. Solo allora gli sarà possibile comprendere come risolvere il gioco.

Se un bimbo si ritrovasse davanti tante mamme cosa succederebbe? Qualcuno potrebbe pensare che il bimbo potrebbe vedere la cosa positivamente ed essere contento per questa libertà di scelta.

La realtà dei fatti ci mostrerebbe, invece, il bambino piangere e scalpitare alla ricerca della sola figura, la vera mamma, in grado di consolarlo.

Ecco perché trovo sia molto importate far  conoscere ai bambini fin da piccoli i diversi tipi di arte portandoli a teatro, alle mostre, nelle gallerie d’arte e nei musei.

Questo matura in loro la capacità di scelta, fa sviluppare il senso artistico e l’ispirazione, li rende partecipi della realtà in cui vivono e li stimola su vari livelli. Insomma, il mondo dell’arte per i più piccoli è un mondo di scoperte, suoni e colori che, se fatto conoscere a piccoli passi, diventa divertente e istruttivo.

La cosa importante è saper utilizzare sempre un criterio di scelta: prima riflettiamo sull’età del bambino e sui suoi progressi e poi facciamo le proposte! Per esempio, ci sono teatri come il” Franco Parenti”  che fanno spettacoli apposta per bambini; ci sono, ancora, mostre allestite appositamente per i più piccoli come quella, che ho avuto modo di vedere personalmente, dal titolo ” Vietato non toccare ” di Munari.

Non tralasciamo la televisione che, ultimamente, sta proponendo un’offerta di programmi specifici che aiutano genitori e bambini ad entrare in contatto con l’arte come, per esempio, il famosissimo “Art Attack” sulla Rai e, da non mettere in secondo piano, “L’arte non è Marte” sulle reti Sky.

Parlare di arte significa anche parlare di musica! Questa estate ho trovato, su un canale Rai, un programma favoloso, “Il gran concerto”, che faceva giocare, letteralmente, i bambini con la musica classica.

Come vedete le offerte sono moltissime e sta a noi districarci nel migliore dei modi in questo variegato mondo d’arte e bellezza. Ricordatevi, come sempre, di proporre ma soprattutto di presentare bene al bambino quello che si farà in modo che lui possa chiederci chiarimenti e vivere serenamente la nuova proposta.

A proposito di mostre, I Murr ci raccontano un episodio freschissimo! La scorsa settimana, insieme a una coppia di amici con figli, hanno deciso di organizzare una gita d’arte a Pavia per andare a visitare la mostra di Monet, “Au coeur de la vie”, nelle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia.

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“Mario era entusiasta e molto curioso di vedere la mostra – raccontano I Murr -. Qualche giorno prima abbiamo guardato insieme alcune immagini su Internet e abbiamo chiacchierato insieme per capire in che modo potesse essere coinvolto e preparato alla visita”.

L’esperienza espositiva è stata coinvolgente per tutti: un viaggio attraverso la pittura en plein air e il cuore pulsante del movimento impressionista, composto da pittori che, stanchi della pittura tradizionale, si lasciarono ispirare dalla luce e dai colori della natura, fuori dai laboratori ma cercando di cogliere l’espressione di un momento che subito spariva.

Fu proprio il famoso dipinto di Monet “Impressione. Sole nascente” del 1872 a dare il nome alla corrente che vide, in breve, una serie di grandi nomi che ancora oggi ci raccontano di come cristallizzare un’emozione nella pittura, come Manet, Renoir, Sisley, Degas…

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All’entrata della mostra – raccontano ancora I Murr – hanno consegnato a tutti (bimbi inclusi) un paio di cuffie  con la registrazione delle 10 tracce da seguire durante il percorso della mostra ed, inoltre, una guida “Family” a bambino.

La guida permetteva loro di interagire con la mostra attraverso giochi,  disegni ed  informazioni ad hoc in un linguaggio semplice ma interessante. Unica pecca: niente penne in dotazione per disegnare o prendere appunti! Per trovarle abbiamo dovuto mobilitare l’intera mostra! In ogni stanza erano inoltre presenti dei grandi divani quadrati a pouf di Living dove si poteva sostare ad ammirare le opere ed i bimbi potevano fermarsi per disegnare.

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 Esperienza assolutamente da ripetere!”

Tra le prossime mostre in calendario per I Murr, Warhol, Pollock e gli Irascibili e la mostra del Politecnico, allestita alla Triennale, che racconta la vita nel 2033!

“Un consiglio importante per i genitori – sottolineano i Murr – è quello di ricordarsi di portare sempre alle mostre, se si va con i bambini, penne e colori per non far perdere loro l’attimo creativo!!!”

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Alla prossima!

Tata Rox e I Murr







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