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LA STORIA DEL COSTUME DA BAGNO – PART.2 IL BIKINI

Fashion / September 2, 2013

Torniamo a parlare di storia del costume da bagno… Ci eravamo lasciati agli anni della Seconda Guerra Mondiale. Subito dopo, nel 1946, a distanza di pochissimi giorni tra loro, due furono le bombe ad effetto altamente esplosivo che furono sganciate nel mondo. La prima è quella a idrogeno, a scopo di test nucleare, da parte degli americani sull’atollo di Bikini, nell’arcipelago delle Isole Marshall, la seconda, che richiama proprio questo evento, è opera di un sarto francese, Louis Réard, che il 5 luglio dello stesso anno, lanciò un nuovo tipo di costume, un due pezzi, rivisitazione più indossabile dell’ “Atome”, il costume da bagno a due pezzi più ridotto del mondo, inventato dall’ingegnere francese Jaques Heim. Il modello di Réard fu battezzato Bikini, a ricordo del recente evento “esplosivo” e dell’effetto “bomba” che questo nuovo rivoluzionario costume avrebbe avuto sulla società, sulla moda dell’epoca e sull’opinione pubblica per il messaggio di femminilità prorompente e l’alto potere di sex appeal che emanava.

E così fu. Furono prima le star del tempo, le donne dello spettacolo e della moda a indossarlo, perché quelle “normali” erano ancora piuttosto chiuse, anche perché influenzate dall’opinione pubblica, piuttosto chiusa nel suo moralismo, verso l’esposizione così ostentata di così tanti centimetri di pelle.

Negli anni ’50 splendide “ambasciatrici” del bikini nel mondo furono Esther Williams, Sophia Loren, Marylin Monroe (nel film “Niagara” del 1953), Brigitte Bardot nel suo scenario naturale, le affollate e celeberrime spiagge di Sanit Tropez e…….Margaret d’Inghilterra, figlia della regina Elisabetta, in vacanza sullo yacht dell’ Aga Khan a Porto Cervo. E come non citare, l’iconico bikini bianco indossato da una statuaria Ursula Andress, nella celeberrima scena del film di James Bond “Dalla russia con amore”?


E fu subito moda anche tra le “comuni mortali”. Come non voler aspirare solo con due pezzi di stoffa al sogno di una nuova femminilità così sensuale? Fino agli anni ’70, poi, i modelli furono strategicamente creati e studiati per le curve formose sia sui fianchi che sul seno, e dunque perfettamente in grado di valorizzare la donna.

Durante la seconda metà degli anni ’60,la nuova moda optical si ripercuote anche nelle fantasie dei costumi. I bikini hanno reggiseni imbottiti e slip allacciati sui fianchi, con ricami, perline, tessuti a uncinetto. Impazzano le fantasie di Emilio Pucci su borse, copricostume e bikini. La novità è la rivoluzionaria Lycra (marchio depositato dalla Du Pont), che garantisce aderenza al corpo e che asciuga velocemente”.
fonte 
http://www.nauticareport.it/dettnews.php?idx=6&pg=43359

Dal ’70 in poi, la rivoluzione dei costumi, impose una sempre più evidente esposizione delle nudità, con la conseguente riduzione di centimetri di stoffa sia dal reggiseno che dalla mutandina, fu il boom dei reggisenti a triangolo, tipici della moda dei figli dei fiori, fino ad arrivare al topless e al tanga…

“O tempora, o mores” , direte voi… e a tutto scapito della valorizzazione del corpo femminile, che sappiamo bene, non è un manichino perfetto e varia da donna a donna.

Per fortuna, col tempo, le proposte e la varietà di bikini esistenti sul mercato si è estesa e la possibilità di scelta si è fatta ampia, anche se, lo sappiamo bene, e ne abbiamo parlato, ancora tanta è la strada da fare per una vera e propria democrazia del bikini glam per tutte le fisicità!

Bacini

I MURR

 


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