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Hubert de Givenchy – In memoriam

Fashion / Fashion History / Home Slider / March 16, 2018

Sabato 10 marzo 2018 ci ha lasciato  a 91 anni un altro indimenticabile nome dalla moda, Hubert de Givenchy, l’aristocratico e geniale stilista francese che, con il suo stile parigino, elegante e chic, è stato un gigante dell’haute couture, segnando l’età d’oro della moda a partire dagli anni ’50, e poi divenendo , dagli anni ’60,  anche icona del pret-à-porter sofisticato.

Diventando loro stilista preferito e di riferimento, oltre che amico, con Audrey Hepburn e Jackie Kennedy, sue muse ispiratrici e clienti, ha reso iconico e senza tempo il tubino nero, ovvero il “little black dress”. Le sue creazioni erano attese e desiderate da donne nobili e facoltose tra gli anni ’50 e ’60. Basti pensare ad altre famose clienti, quali la Principessa Grace di Monaco, Wallis Simpson, la Duchess of Windsor.

Fuori e dentro lo schermo ha creato il guardaroba di Audrey, che, anche grazie a lui è l’icona di stile che tuttora celebriamo. Dal loro lungo sodalizio di amicizia e moda sono nati i costumi di “Sabrina“, “Cenerentola a Parigi“,  “Breakfast at Tiffany’s“.

La Hepburn, così esile e minuta, raccontava: “ Gli abiti di Givenchy’ sono gli unici in cu mi sento me stessa. Lui è più di un designer, è un creatore di personalità“.

Givenchy, nato nel 1927 a Beauvais, a nord di Parigi,  da un’antica famiglia aristocratica. Sin da bambino era attratto dalla moda, ammirando il guardaroba del nonno, che collezionava capi provenienti da ogni parte del mondo. Sognava disperatamente di incontrare il couturier Balenciaga per mostrargli le sue creazioni. E, dopo aver studiato alla École des Beaux-Arts dal 1945,  e aver iniziato a muover i primi passi nella moda, lavorando nelle grandi maisons della Parigi post bellica, tra cui Christian Dior e Pierre Balmain, realizza davvero il sogno di una vita di incontrare, nel 1954,  Balenciaga , che non ha mai smesso di ammirare e per cui ha sempre provato immensa gratitudine.

Apre il suo atelier nel 1952 e dalla sua prima collezione traspare l’influenza dello stile strutturato e architettonico di Balenciaga. Entrambi condividevano la filosofia estetica del “less is more”, prediligendo la semplicità delle linee al decoro eccessivo e ostentato. Madame Figaro descriveva le sue creazioni come frutto di “una precisione chirurgica … non troppo, né troppo poco”.

Nella sua grandezza e fama che acquisisce col tempo e grazie rapporti con l’America delle celebrities di Hollywood, givencghy non ha mai smesso di esercitare l’umiltà di sentirsi eternamente apprendista e di continuare a coltivare la gioia e la passione per la moda, come quando era un adolescente inquieto e sognatore: “I am happy because I did the job I dreamed of as a child.”, disse qualche anno fa in occasione di un’inaugurazione di una mostra a lui dedicata.

Ci mancherà questo simbolo dell’eleganza parigina, ma, come i grandi artisti, la sua memoria e la sua arte vivranno eternamente nel tempo anche dopo lui.

RIP

I MURR 

 

Hubert de Givenchy, 1962

Hubert de Givenchy (1952) tre tops, tre gonne che possono essere usate mixandole tra loro, creando fino a 9 outfits

Hubert de Givenchy nel suo atelier

Audrey Hepburn in “Sabrina”, 1954

Audrey Hepburn alla cerimonia degli Oscar, 1954

Audrey Hepburn e Hubert de Givenchy, 1957

Bozzetto di Edith Head per Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s), 1961

Scenda di apertura di Colazione da Tiffany, 1961

Bozzetto di Edith Head per Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s), 1961

 

Audrey Hepburn – Vogue Nov 1, 1964

 

Hubert de Givenchy e Audrey Hepburn, 1983

Jaqueline Kennedy a Parigi con Charles de Gaulle, 1961

L’abito di Givenchy indossata da Jackie Kennedy per la cerimonia funebre di John Kennedy, 1963

Hubert de Givenchy e Carla Bruni nel finale di una sua sfilata, 1994

Hubert de Givenchy

Hubert de Givenchy


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